Il Mio Blog non vuole essere un monologo, ma un invito all'incontro: pertanto sono graditi i commenti e il succedersi degli scambi che ne conseguono.
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mercoledì 20 luglio 2016

Parole


Gerolamo Cardano, nel 500, scriveva che non esiste nemico peggiore delle belle parole: esse seducono, e nel farlo inducono chi ascolta ad accogliere con ammirazione tutto ciò che raccontano.

La polemica prendeva spunto dalla personale disapprovazione verso i contenuti dei discorsi di Cicerone che, con la sua retorica e la sua filosofia, fu ammirato e ascoltato da molti.

Cardano conosceva bene l'importanza dei sogni per gli uomini, e non accettava che se ne parlasse con superficiale qualunquismo, senza davvero possederne l'argomento, come faceva appunto Cicerone.
Parliamo di un uomo importante, Cardano, che frequentava Leonardo e certi altri alchimisti, era scienziato, inventore, scrittore e medico. Al modo dei medici tradizionali, curava le persone dando massimo risalto al messaggio dei loro sogni: il messaggio che ognuno, in tal modo, invia a sé stesso, in un gioco comunicativo a volte oscuro, per una serie di motivi.


Nell'onesta' dei suoi modi, costui scrisse addirittura la propria biografia descrivendo gli eventi accaduti alla luce di quanto di volta in volta emergeva dai suoi sogni, che per anni ha trascritto e custodito in diari preziosi.

Cicerone: accreditato oratore, storico e filosofo.
Oggi diremmo: spin doctor, emotional marketer, storytelling manager.


La storia si ripete, così come certi sogni che tornano e ritornano a dirti che la fregatura é  in arrivo. O che ci sei già dentro.
"Sogno sempre la stessa cosa.." - e chissà perché! 


Non sei curioso di saperlo?

Se non cambi la direzione, sempre contro quel muro vai a finire! Rigido impedimento alla libertà del pecorso...
Come me, che faccio la corsa agli ostacoli con la mia razionalità - per citare chi mi fa consulenza. "Devi solo leggerli, non devi sforzarti di capire: è  così  chiaro!"


Un alfabeto che fatico a ricordare...

Cardano richiama Sinesio,  che in una notte compose un trattatello per parlare del valore dei sogni, evidenziandone anche gli aspetti politici. il sogno é  democratico, perche tutti sognamo, indipendentemente dal ceto sociale o dalla condizione economica di appartenenza, e non esiste reggente o tiranno che potrà mai impedirlo.

Ogni uomo può dunque comunicare a se stesso la sua condizione, e con essa le opportunità e i modi per renderla migliore.

Di fatto ogni uomo lo fa, ma non é  stato istruito ad ascoltare il linguaggio, né  a decifrarlo. 
Eppure,  se é  il sognatore che parla - ed è proprio così -,  non dovrebbe essere tanto difficile...


Nei manuali di antropologia si riscontra la tendenza a contrapporre natura e cultura: spesso la seconda sovrasta la prima, oscurandola e relegandola nel buio scantinato della dimenticanza.
Si rende ora qui necessaria, invece, una "cultura della natura", un modo di cogliere gli eventi tutti nella originaria prospettiva di ciò che ci fa essere uomini: costitutiva, e quindi naturale.


Di cosa abbiamo bisogno per stare bene, cosa ci serve per vivere?  E queste immagini che mi si presentano quando sono meno distratto dalle cose e dalle attività diurne, mentre sono solo con me stesso nel silenzio del mio riposo, mi parlano di vita o no? Mi parlano di crescita, di stasi, o di regresso?

Come viene descritto - in quelle fantastiche sequenze filmiche - ciò che ho fatto seguendo il mio modo di pensare?

Meglio indagare: se va male potrò sempre cambiare!

Basta meno di quanto si creda: la disponibilità a mettersi in discussione e una certa volonta decisionale. Non è che uno ci deve credere per dogma: si tratta solo di provare e vedere che ne segue. Se va meglio ok, altrimenti é  stato comunque un tentativo indirizzato al cambiamento.

Quando si parla di sogni intervengono molti schemi mentali precostituiti e tanti pregiudizi dovuti alla terribile banalizzazione che si è data dell'argomento nell'attuale non-cultura.
Comprensibile: troppi ciarlatani in giro!


E come si fa a sapere se quei maccheroni sono buoni oppure no? Li si assaggia.

La tanto citata Comunità Europea ha sancito da anni la necessità di riconoscere alla cultura e alla formazione il ruolo fondamentale di consentire all'umanità di evolversi. Inoltre è  di pochi giorni fa la ratifica da parte di 80 stati convenuti sulla necessità di consentire il libero accesso ad internet a tutti gli individui, affinché possano affrancarsi dall'ignoranza, e sviluppare se stessi come persone e come cittadini.

Perché possano scoprire, attraverso l'esercizio della libertà, di essere uomini nati per essere liberi e responsabili: ciò di cui la comunità ha realmente bisogno per evolversi e farlo nel modo migliore.

Democrazia, libertà, uguaglianza e responsabilità: parole che possono essere soltanto condivise.

Ma Cardano strizza l'occhio con fare burbero e ci rimanda alla realtà della Comunità Europea, per come la stiamo vivendo. Qualcosa di un pò meno bello rispetto all'idea così demagogicamente millantata: una comunità di cittadini di paesi diversi, coesa nel rispetto, nella promozione e nella tutela dei suoi membri...

Ogni giorno sentiamo storie che rimandano il contrario: migrazioni non gestite; sprechi economici; totale assenza di verifica del rispetto delle regole; violenza e soprusi in provvedimenti incongrui e ingiustificabili; accordi essenzialmente paradossali.

Imposizione di modi senza rispetto delle diversità strutturali di chi é  chiamato ad ubbidire.
Quindi... Quale "cultura", e che tipo di "formazione"?


Sembra di udire parole di Orwelliana memoria: "la legge è  uguale per tutti, e per alcuni anche di più".

Eccolo, il rispetto e l'attenzione per l'individuo, piccola cellula dell'importante organismo comunitario, nutrito e cresciuto per garantire ai suoi membri una vita che sia dignitosa, libera dall'ignoranza (la cultura é  indicata come un diritto- dovere), in un contesto che ne favorisca l'acquisizione di strumenti garanti alla persona di raggiungere una propria autonomia di pensiero e di azione, fino ad acquisire le necessarie competenze per fare impresa di sé stessi.

In un tale contesto illuminato, si valorizza finalmente ciò che è definito "il capitale umano", primo necessario mattone per la realizzazione di una comunità socialmente ed eticamente funzionale.

Cardano sarebbe pieno di sdegno.






martedì 25 agosto 2015

ONIROCRITICA



Inserisco nel blog questo breve saggio che ho composto di recente. Si tratta di una storia dell'interpretazione dei sogni, un breve excursus di come si sia avvicendato l'interesse dell'umanita' nei confronti dell'onirocritica, fino al tempo della cosiddetta "moderna psicologia": dai babilonesi a Jung, in sostanza.
Mi sono impegnata  nella realizzazione di questo trattatello per una serie di motivi. Il primo in assoluto e' legato alla domanda che mi sono posta spesso: perche' tutti parlano dei sogni che fanno, tutti vogliono comprenderne il significato...Ma poi, ogni volta che si espongono, lo fanno con un senso di imbarazzo e di vergogna? Si, come se parlare di questo interesse denunciasse una stupidita' infantile.
    Ero gia' informata del fatto che in passato la lettura dei sogni veniva svolta da figure professionali ritenute di grande valore. E tra chi ha saputo leggere i sogni c'e' stato anche chi ha ottenuto importanti onorificenze dai potenti di turno, tanto era il vantaggio dovuto alle informazioni trasmesse...
Dunque cosa e' successo? Perche' si e' smesso di parlarne? Eppure tutti noi produciamo sogni di continuo, di notte e di giorno, ad occhi chiusi ma anche ad occhi aperti, in certe situazioni..
Mi sono messa a cercare, a frugare nell'antichita', a spulciare documenti e testi, ad interrogare filosofi e scienziati di un tempo passato, il nostro tempo passato...E ho trovato una risposta. C'e' stato un momento storico durante il quale conveniva impedire la circolazione e la diffusione di certe informazioni, e di certe attivita'. Un tempo in cui non era conveniente al potere del momento che alcuni strumenti rimanessero disponibili, e che certe convinzioni permanessero radicate nelle abitudini della popolazione.
   Un tempo in cui e' stato piu' opportuno far sintonizzare l'attenzione delle genti su canali diversi, ben organizzati e ben presentati...
  E questa, in realta', e' la storia di sempre. Nei secoli sono stati utilizzati contenuti, forme e tempi differenti, ma il processo di condizionamento e di ipnosi e' sempre passato attraverso l'informazione. E la contro-informazione.  Cosi' alcune immagini vengono sovrapposte ad altre, l'intuizione e la razionalita' son divenute due nemici che si contendono il dono della conoscenza (anziche' esser riconosciute ed apprezzate nella loro complementarita'), i sogni personali vengono soverchiati da quelli di altri, appositamente confezionati in funzione di un preciso obbiettivo. E sapientemente inoculati, fino a che non vengono accolti in modo inconsapevole ed ingenuo...(in modo addirittura entusiastico, direbbe Z. Bauman).

 L'informazione e' uno strumento potente, e c'e' chi questo lo ha capito, e sa come avvalersene.
 E c'e' chi permette che questo strumento venga utilizzato a proprio discapito.

Con il lavoro qui presentato mi propongo di offrire un sintetico sguardo a cio' che la tradizione riporta sul tema: tanta umanita' ha riconosciuto l'utilita' e l'importanza di quanto il sogno comunica a chi lo produce. E' affiorata una storia interessante, e sono felice di condividerla, perche' riflette la mia stessa convinzione, che alimento nel quotidiano attraverso sperimentazione continua.
 E a differenza di molti, ne parlo senza imbarazzo, perche' il rispetto e l'ascolto delle suddette personalissime rappresentazioni ha cambiato la mia vita.
E continua a farlo ogni giorno, con crescente personale soddisfazione.

Vi auguro pertanto una felice lettura!


Riflessioni sull'onirocritica