Gerolamo Cardano, nel 500, scriveva che non esiste nemico peggiore delle belle parole: esse seducono, e nel farlo inducono chi ascolta ad accogliere con ammirazione tutto ciò che raccontano.
Parliamo di un uomo importante, Cardano, che frequentava Leonardo e certi altri alchimisti, era scienziato, inventore, scrittore e medico. Al modo dei medici tradizionali, curava le persone dando massimo risalto al messaggio dei loro sogni: il messaggio che ognuno, in tal modo, invia a sé stesso, in un gioco comunicativo a volte oscuro, per una serie di motivi.
Oggi diremmo: spin doctor, emotional marketer, storytelling manager.
"Sogno sempre la stessa cosa.." - e chissà perché!
Come me, che faccio la corsa agli ostacoli con la mia razionalità - per citare chi mi fa consulenza. "Devi solo leggerli, non devi sforzarti di capire: è così chiaro!"
Eppure, se é il sognatore che parla - ed è proprio così -, non dovrebbe essere tanto difficile...
Si rende ora qui necessaria, invece, una "cultura della natura", un modo di cogliere gli eventi tutti nella originaria prospettiva di ciò che ci fa essere uomini: costitutiva, e quindi naturale.
Comprensibile: troppi ciarlatani in giro!
Quindi... Quale "cultura", e che tipo di "formazione"?
