Il Mio Blog non vuole essere un monologo, ma un invito all'incontro: pertanto sono graditi i commenti e il succedersi degli scambi che ne conseguono.
Buona lettura!
Visualizzazione post con etichetta la costellazione del serpente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la costellazione del serpente. Mostra tutti i post

venerdì 13 gennaio 2017

interblogging: citando le citazioni...


Lo so: è di faticosa esperienza leggere qualcuno che scrive per rispondere ad altri che cita…  Ma non posso esimermi dal sottoporre - a chi vorrà leggerlo - il brano qui sotto riportato. Si tratta di un'attenta e ricca analisi della dinamica di un gioco che si gioca nello sfondo di un altro gioco: parliamo, come sempre, di umanità, ma stavolta ci arriviamo presentando una presentazione di un famoso giocatore di scacchi...

Quindi, a chi si fosse lasciato incuriosire da questa mia breve premessa, suggerisco di prendersi un pò di tempo per sè, di inserire il jack delle cuffie nell'apposito spazio dedicato sul device in uso, di osservare attentamente le immagini che incontrerà, e di contribuire - sempre se ne avesse voglia - al dialogo in corso nei commenti.

E allora, prego: cliccate qui, e che il gioco abbia inizio!

Buona lettura...
Marina







domenica 4 settembre 2016

... Svelamento...



Sul web, di questi tempi, circolano numerosi articoli e commenti sulla questione dell'abbigliamento delle donne islamiche. La polemica innescata dai provvedimenti adottati e poi ritrattati da alcuni comuni francesi nei confronti del burkini ha rimbalzato sui giornali on-line e sui blog di molti autori.
    
Ci sono stati scambi e riflessioni, citazioni e provocazioni... Il pensiero ha volteggiato su temi svariati: dai "tormentoni", assurti a importanti occasioni di riflessione, alla mancanza di rispetto nei confronti del genere femminile proprio delle religioni monoteistiche - ad eccezione, certo, del culto pastafariano, della cui goliardica esistenza sono così giunta a conoscenza - , alla violenza legittimata da autorita' indiscutibili (religiose o meno) propria di certe comunità giustificate, a loro volta, dal buonismo di un certo relativismo culturale, in linea con una diffusa e controversa interpretazione dell'idea di integrazione e inclusione delle culture.
 
Dai pettegolezzi alla valutazione dei costumi, insomma, fino a delicate riflessioni di tipo teologico e politico.
Tra le citazioni e i riferimenti ho incontrato il nome di Nawal El Saadawi, il nome di una donna di origine islamica, in Italia per lo più purtroppo sconosciuta, ma oggetto di studio in molti corsi di stimate università, e spesso ospite di simposi internazionali.

Nata in Egitto negli anni trenta, questa donna ha affrontato con fierezza il suo tempo e la società nella quale è cresciuta, criticando la cultura di un paese represso e repressivo, interferendo con le linee politiche operando dall'interno, scuotendo la coscienza e modificando il modo di vivere certe abitudini comportamentali. 
 
È  stata una delle poche donne nate e cresciute in un villaggio povero ad aver potuto frequentare l'università nell'Egitto degli anni 50 - lo racconta lei stessa - ad essere divenuta medico, e ad aver reso operativo un programma di medicina sociale, ossia di informazione preventiva di tipo sanitario basata sul presupposto di una visione olistica dell'esistenza dell'uomo.
 
Il suo motto: come la cultura non è  mai separata dalla politica - in quanto al modificarsi dell'una intervengono inevitabili cambiamenti anche nell'altra - così non può esserlo il corpo dal modo di vivere e di pensare: lo stato di salute del corpo rivela la condizione globale dell'uomo. 

Condizione che i farmaci non sono in grado di sanare.

Nonostante il carcere, l'isolamento, il controllo, la censura, le minacce e l'imposizione a rinunciare addirittura alla propria nazionalità, Nawal ha continuato ad illustrare alla gente le reali motivazioni delle rituali menomazioni genitali cui vengono sottoposte le donne (ma anche gli uomini, seppure in altro modo e in altre religioni), oltre alle terribili conseguenze fisiche e psicologiche che da esse derivano. 
 
Un attento studio dei testi sacri le ha permesso di testimoniare su come un programma politico violento e oscurantista si sia imposto usando la mancanza di istruzione e la strumentazione dell'autorita' del divino, a cui attribuire insegnamenti e precetti. 
Ha fatto comprendere con l'esempio personale che il velo imposto alle donne nella sua cultura di origine e' un velo imposto alla mente, mantenuto e promulgato con la violenza, dalla ignoranza e dalla paura.
 
Il supporto di autorità politiche internazionali nel corso dei vari processi cui è  stata sottoposta, le ha permesso di poter scoprire, con non poco stupore, di essere considerata un esempio importante in America, in Norvegia, in Gran Bretagna e in altri paesi occidentali nei quali i suoi stessi libri erano e sono tuttora oggetto di studio in aule universitarie. 
 
La prima femminista islamica, che si è  esposta per gridare al suo popolo e al mondo intero che i più grandi nemici dell'umanità sono l'ignoranza e la paura. 
Entrambe limitano l'azione e la sperimentazione, uccidendo la creatività e impedendo la sana dissidenza. Così l'autorita', la moralità e la paura rendono l'umano dipendente da una salvezza esterna, ricevibile e desiderabile, snaturandone la necessaria evoluzione esistenziale. 
 
E le religioni, in questo telaio, fanno da protagoniste: strumento perfetto per una strumentalizzazione politica.

Nulla salus extra ecclesiam, insomma, qualunque forma, colore o lingua assuma quel vessillo. 
 
 
 
 
 


mercoledì 9 dicembre 2015

Dream



 Conosco una persona che si occupa di sogni. Li legge, li  esplicita, li usa.  E si impegna a trasmettere questa arte perché la conoscenza, soprattutto questa, è il fondamentale preludio del fare, e quindi del Vivere.
 Vivacchiare è un’altra cosa..Lo sappiamo villanamente fare tutti…

Questa persona è un amico, un amico di vita, della propria e di chiunque voglia davvero viverla. Ed io lo amo e lo rispetto. A volte lo faccio impazzire con le mie domande ottuse…
Francamente conosco solo alcuni dei miei limiti, però mi impegno a convertirli in punti di forza. Non è facile per mille motivi, o forse per uno soltanto: siamo programmabili. Questo ce lo insegnano molte scuole, ce lo ripetono pensatori e scienziati, lo vediamo costantemente nello specchio della realtà quotidiana… Ma sono coriandoli di informazione, che arrivano con folate di vento e volano via, un attimo dopo. 

 Prima di esser capito, un messaggio ha bisogno di essere accettato e letto; le coscienze programmabili e programmate (…) dovrebbero essere messe da parte: fare epochè, assenza di giudizio, assenza di coscienza” – così scrive l’Amico nel suo Blog.

Nasciamo informati, continuiamo ad essere informati, e informiamo a nostra volta…  Acquisiamo parole abitate da piccoli sistemi di vita, confezioniamo concetti, architettando una visione del mondo già pronta, diffondendo modi di concepire il nostro passaggio sulla terra. Facciamo uso di gesti che rimandano a giudizi, ed esprimiamo idee generate da convinzioni acquisite. 
I pensieri, poi, volteggiano elastici in uno spazio illimitato dentro e fuori di noi ... Ma quanto ci appartengono davvero?

Siamo programmabili. Siamo programmati. Molto spesso inganniamo sostanzialmente noi stessi, indotti a cercare cose di nessun interesse, a combattere battaglie di scarso valore, a rifiutare ciò che invece è di vitale importanza. Viviamo emozioni confuse e arraffate, in un gomitolo scomposto di cui non cogliamo il principio.

E poi arriva un sogno.

Una immagine, semplice, evanescente, veloce. In una sola immagine che mi sfiora leggera arriva la dritta sulla verità di questa grande tela che ogni giorno costruiamo e disfiamo, tinta da umori ed emozioni non sempre sinceri. Non sempre reali.

Quando l’inconscio vuole farti sapere qualcosa di solito ti invia un sogno”, scrive il dott. Bernabei…Ed è così! Con le immagini parliamo a noi stessi..Non ha senso ignorarle! 
Eppure, distrattamente…Le trascuriamo. Filtri, tappi e distrazioni: ascoltiamo insegnamenti di altri e ignoriamo quelli che diamo a noi stessi. Perché non li capiamo, perché non siamo addestrati ad accoglierli… Tutto ciò che è altro sembra avere importanza e priorità assoluta…Ma per una volta…Ma non ho tempo…Ma poi chissà che succede…Ma poi mi si complica tutto!!

Paura, dubbio, vergogna…

Si, si complica tutto ciò che è in un equilibrio tirato, ma che non è in equilibrio con te! Lasciamo cadere le carte, sovrapposte a costruire pagode. Son labili e inutili, ostruiscono la via del possibile. Provare..un passo..Un altro…Una piccola azione..

Partire da un sogno per scoprirlo (e scoprirsi) reale.


Risultati immagini per castelli di carte